Leonardo, al termine di Udinese-Milan, non ha potuto che ammetterlo: "Facciamo pochi gol, ci manca il guizzo finale". Uno dei senatori, Kakha Kaladze, è ancora più esplicito: "Non tiriamo mai in porta". L'attacco emerge come il problema principale del Diavolo già in ritardo in classifica: tre reti in 450 minuti, solo Atalanta e Livorno (un gol) hanno fatto peggio. E preoccupa Pato: dopo la doppietta iniziale a Siena, il digiuno più totale.
Un dato, ancora prima che qualsiasi parola, fotografa l'involuzione del giovane gioiello rossonero. Contro il Bologna, zero tiri nello specchio della porta; contro l'Udinese, zero tiri in assoluto sugli 11 (solo 4 centrati) scagliati da tutto il Milan. Difficoltà nell'interpretazione del gioco del Milan, carattere ancora da formare, effetto matrimonio, qualche rimpianto -forse- sul mancato trasferimento al Chelsea: le cause dello sciopero di Pato sono svariate. Galliani, dopo Udine, ha preferito non esprimere pareri, Leonardo ritiene invece che il ragazzo "sia molto marcato, fa un po' fatica a trovare lo spazio. Ma la questione del gol non si può attribuire solo a Pato, la fase conclusiva è quella che ci manca in generale".
Non solo un problema di finalizzazioni, dunque, ma anche di suggerimenti, di movimenti, di soluzioni là davanti: dalle fasce, giusto per fare un esempio, non arrivano cross, Zambrotta, Oddo e Jankulovski sembrano confermare sul campo che la prolungata richiesta di Leonardo per un esterno che desse anche spinta non fosse campata in aria. Ma è anche un problema di poca cattiveria, secondo il "duro" Kaladze: "Non dobbiamo necessariamente andare con la palla in porta, ma cercare di tirare -è sbottato il georgiano- non riusciamo a tradurre in occasioni il gioco che produciamo davanti. Ripeto: tiriamo troppo poco in porta". Messaggio recapitato nelle mail di Inzaghi, di Huntelaar, di Ronaldinho (che almeno ha dato qualche segnale di vita), del suddetto Pato, di Seedorf: servono i cannonieri, ma servono anche le munizioni.